Isolamento sismico: principi, applicazioni e normativa per edifici e ponti

Isolamento sismico

Isolamento sismico: principi, applicazioni e normativa per edifici e ponti

L’isolamento sismico è una tecnologia costruttiva che permette di mitigare gli effetti delle azioni sismiche sulle strutture. La sua applicazione consente di ridurre le accelerazioni trasmesse alle sovrastrutture, migliorando le prestazioni globali e limitando gli interventi di riparazione post-sisma. L’evoluzione normativa ha reso sempre più stringenti i criteri di progettazione e verifica, imponendo standard elevati per l’impiego di dispositivi antisismici in ambito civile e infrastrutturale.

 

Principi e funzionamento dell’isolamento sismico

Nella maggior parte delle costruzioni, l’obiettivo primario è garantire l’evacuazione sicura degli occupanti, anche a costo di un danno strutturale post-sisma. Tuttavia, esistono edifici strategici, come ospedali e infrastrutture critiche, che devono rimanere pienamente operativi anche dopo un evento sismico. 

L’isolamento alla base è una delle soluzioni più efficaci per garantire la funzionalità immediata di queste strutture. Questa tecnica permette di disaccoppiare la sovrastruttura dal moto del terreno, assorbendo la maggior parte dell’energia sismica attraverso dispositivi specifici, riducendo così la domanda di deformazione sugli elementi strutturali.

 

Evoluzione e applicazione dell’isolamento sismico

A partire dall’emanazione dell’OPCM 3274 nel 2003 e, soprattutto, dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, l’adozione di sistemi di isolamento sismico in Italia ha registrato una crescita esponenziale. Questa tecnologia è oggi largamente impiegata nelle nuove costruzioni, dove la sua implementazione risulta agevole e priva di significativi incrementi di costo nelle aree a media ed elevata sismicità.

L’applicazione agli edifici esistenti, invece, pur avendo visto un aumento dopo i recenti eventi sismici, rimane ancora limitata. Ciò è dovuto alla complessità degli interventi richiesti, che necessitano di un’accurata analisi strutturale e della compatibilità con la geometria e la funzionalità dell’edificio. Tuttavia, l’isolamento sismico offre vantaggi difficilmente raggiungibili con altre tecniche di adeguamento, garantendo un livello di sicurezza superiore e riducendo significativamente le sollecitazioni agenti sulla struttura.

 

Comportamento dinamico delle strutture isolate

Le strutture convenzionali, vincolate rigidamente alle fondazioni, rispondono alle azioni sismiche con sollecitazioni elevate e deformazioni significative. L’adozione di dispositivi di isolamento modifica il comportamento dinamico, portando a una riduzione delle sollecitazioni trasmesse e consentendo un comportamento più duttile e controllato.

 

Classificazione dei dispositivi di isolamento

Gli isolatori sismici si distinguono in diverse tipologie:

  • Isolatori elastomerici: caratterizzati da strati alternati di gomma e acciaio, garantiscono deformabilità controllata e capacità dissipativa.
  • Isolatori elastomerici con nucleo in piombo (LRB): combinano la flessibilità degli elastomeri con la capacità dissipativa del nucleo in piombo, offrendo elevate prestazioni nel controllo delle sollecitazioni sismiche.
  • Isolatori a scorrimento (Friction Pendulum Systems – FPS): sfruttano superfici curve per consentire spostamenti relativi, regolando la risposta dinamica della struttura attraverso l’attrito controllato.

Isolamento sismico degli edifici

L’applicazione dell’isolamento sismico negli edifici si concentra sia sulle nuove costruzioni che sugli interventi di adeguamento di edifici esistenti. I principali vantaggi sono:

  • Riduzione delle forze sismiche agenti sulla struttura portante: grazie all’isolamento alla base, le sollecitazioni trasmesse alla sovrastruttura risultano significativamente ridotte, limitando il rischio di danni strutturali e migliorando la risposta sismica complessiva dell’edificio.
  • Maggiore salvaguardia dell’integrità strutturale e funzionale post-evento: gli edifici dotati di isolamento sismico possono mantenere la loro piena operatività anche dopo un evento sismico di forte intensità, garantendo la sicurezza degli occupanti e riducendo la necessità di interventi di emergenza immediati.
  • Limitazione degli interventi di ripristino e conseguente riduzione dei costi di manutenzione straordinaria: a differenza delle strutture tradizionali, gli edifici isolati sismicamente subiscono minori danni alle finiture e agli impianti interni, riducendo così la necessità di costosi lavori di ripristino post-sisma.

Le normative vigenti, tra cui il NTC 2018 e l’Eurocodice 8, stabiliscono criteri specifici per la progettazione, la verifica e la certificazione dei dispositivi di isolamento, imponendo rigorosi controlli sulle caratteristiche meccaniche e sul comportamento dinamico.

Isolamento sismico di ponti

Lisolamento sismico nei ponti assume un ruolo critico nella protezione delle infrastrutture strategiche. I principali obiettivi dell’impiego di dispositivi di isolamento nei ponti sono:

  • Mitigazione delle sollecitazioni trasmesse alle pile e alle spalle: l’isolamento sismico riduce le forze sismiche trasmesse agli elementi di supporto del ponte, limitando le deformazioni e le sollecitazioni che potrebbero comprometterne la stabilità e la durabilità nel tempo.
  • Maggiore capacità di dissipazione energetica e riduzione delle deformazioni permanenti: i dispositivi di isolamento assorbono una parte significativa dell’energia sismica, evitando che si trasferisca alla sovrastruttura. Questo permette di ridurre il rischio di danneggiamenti irreversibili, garantendo una maggiore capacità di recupero post-evento sismico.
  • Miglioramento della sicurezza strutturale, garantendo la funzionalità dell’infrastruttura anche dopo eventi sismici di elevata intensità: l’isolamento sismico consente di mantenere i ponti operativi anche dopo forti terremoti, riducendo il rischio di interruzioni alla viabilità e facilitando il trasporto di soccorsi e materiali in situazioni di emergenza.

L’evoluzione della normativa ha portato all’adozione di specifiche tecniche dettagliate per l’impiego di dispositivi antisismici nei ponti, regolando sia la progettazione che la verifica sperimentale dei componenti strutturali e delle connessioni.

Le sfide della progettazione con isolamento sismico

L’isolamento sismico offre vantaggi significativi, ma la sua applicazione richiede competenze specifiche. La scelta dei dispositivi, la corretta modellazione strutturale e il rispetto delle normative sono aspetti complessi che, se non affrontati con metodo, possono compromettere le prestazioni dell’edificio o del ponte. Un’errata progettazione può ridurre l’efficacia dell’isolamento, aumentare i costi e rallentare le certificazioni.

I corsi di 2PS Formazione Tecnica forniscono strumenti pratici per affrontare queste sfide, aiutando i professionisti a progettare in modo efficace e conforme alle normative vigenti, evitando errori critici e ottimizzando tempi e risorse.

 

Corso sull’ isolamento sismico di edifici

Il corso di isolamento sismico per edifici approfondisce le strategie e le metodologie per l’implementazione dell’isolamento sismico nelle costruzioni civili. Viene analizzata la progettazione di edifici nuovi e l’adeguamento di strutture esistenti, con particolare attenzione alle normative vigenti come il NTC 2018 e l’Eurocodice 8. 

Il programma include lo studio dei dispositivi di isolamento, l’analisi dinamica delle strutture isolate, l’applicazione di software di modellazione per la simulazione degli effetti sismici e approfondimenti con casi studio. 

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Corso sull’ isolamento sismico di ponti

Il corso si focalizza sull’applicazione dell’isolamento sismico alle infrastrutture viarie, fornendo un quadro completo delle tecnologie disponibili e delle metodologie di progettazione. 

Vengono trattati aspetti come la selezione dei dispositivi antisismici più idonei per ponti e viadotti, le strategie per ridurre le sollecitazioni sulle pile e sulle spalle e l’analisi dei criteri di verifica sperimentale e di certificazione. Particolare attenzione è dedicata all’integrazione delle normative italiane e internazionali, garantendo ai partecipanti una preparazione adeguata per operare nel rispetto degli standard più avanzati.

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Crediti Formativi Professionali per ingegneri: definizione e ottenimento

CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI (CFP)

Crediti Formativi Professionali per ingegneri: definizione e ottenimento

I Crediti Formativi Professionali (CFP) rappresentano un elemento fondamentale per garantire la crescita e l’aggiornamento continuo dei professionisti. Questo sistema, introdotto dal DPR 137/2012, non solo tutela la qualità dei servizi offerti, ma assicura che le competenze tecniche, scientifiche e normative siano sempre al passo con i tempi.

Per chi esercita professioni regolamentate, come ingegneri, architetti o geometri, rispettare gli obblighi formativi è essenziale per mantenere l’abilitazione e la competitività nel settore. In questa guida completa scopriremo cosa sono i CFP, a chi sono rivolti, come ottenerli e quali sono i vantaggi di un aggiornamento professionale costante.

 

Cosa sono i CFP

I Crediti Formativi Professionali (CFP) sono unità di misura dell’aggiornamento professionale continuo e rappresentano un indicatore dell’attività di formazione svolta da un professionista iscritto all’albo. Ogni credito corrisponde normalmente a un’ora di formazione, anche se esistono diverse modalità di attribuzione a seconda del tipo di attività formativa.

A cosa servono i CFP

L’obiettivo dei Crediti Formativi Professionali è garantire un aggiornamento costante delle competenze tecniche, scientifiche e normative dei professionisti. Questo sistema promuove lo sviluppo professionale continuo, al fine di migliorare la qualità dei servizi e mantenere alta la reputazione della professione. Chi non si occupa della formazione continua e non ottiene i CFP necessari mette a rischio la propria abilitazione alla professione. 

A chi servono i Crediti Formativi Professionali

I CFP sono obbligatori per tutti gli iscritti all’Ordine degli Ingegneri e in generale a tutte le persone iscritte agli ordini professionali. Solo in alcuni casi specifici si può beneficiare di una temporanea esenzione o avere degli obblighi ridotti. 

Quanti CFP servono per esercitare la professione di ingegnere

Per poter esercitare la professione ogni ingegnere registrato all’Albo deve avere almeno 30 Crediti Formativi Professionali. Poiché all’inizio di ogni anno solare vengono scalati 30 CFP dal monte crediti, sarà necessario accumularne almeno 30 ogni anno.

Un trattamento specifico viene riservato ai nuovi iscritti all’albo, a cui vengono accreditati in automatico 60 crediti formativi. Se la prima iscrizione viene fatta entro i due anni dal conseguimento dell’abilitazione, i crediti sono 90. 

Cosa succede se non si raggiunge il numero di CFP richiesto

La mancata acquisizione dei CFP obbligatori può comportare richiami da parte dell’Ordine, sanzioni disciplinari o limitazioni nell’esercizio della professione. È possibile recuperare i crediti arretrati partecipando ad attività formative aggiuntive, sempre organizzate da enti accreditati come 2PS Formazione Tecnica.

 

Come si ottengono i Crediti Formativi Professionali

I CFP vengono attribuiti in base alla durata e al tipo di attività formativa. Di solito, un’ora di formazione equivale a un credito, quindi in media per ottenere 30 crediti è necessario partecipare a 30 ore di formazione. Tuttavia le attività di formazione professionale possono essere anche di altro tipo e ciascuna ha una valutazione specifica dei crediti attribuiti. 

Le attività di formazione professionale continua possono essere di tre tipi:

  • non formale
  • informale
  • formale

Le attività di formazione non formale comprendono la frequenza (in presenza o a distanza) di corsi riconosciuti, la partecipazione a convegni, seminari ed eventi individuati dal CNI, la partecipazione a stages formativi. 

Con attività di formazione informale si intende l’aggiornamento legato alla propria attività professionale, la certificazione delle competenze professionali da parte dell’Ordine, le pubblicazioni qualificate, i brevetti, la partecipazione qualificata a gruppi di lavoro riconosciuti dal CNI e la partecipazione alle commissioni per gli esami di Stato. Rientra in questa categoria anche la partecipazione a interventi di carattere sociale o umanitario quando calamità naturali richiedono l’intervento nel proprio ruolo professionale. 

L’attività di formazione formale fa riferimento alla frequenza a corsi di master di primo e secondo livello e di dottorati di ricerca o alla frequenza a corsi universitari con esame finale.

Come trovare e scegliere i corsi accreditati per ingegneri

Prima di scegliere i corsi di formazione è fondamentale verificare l’accreditamento ufficiale del provider presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. I corsi devono essere erogati da soggetti autorizzati, che includono gli Ordini territoriali degli Ingegneri, la Fondazione CNI, i provider accreditati, le università e gli enti di ricerca, nonché gli enti di formazione certificati ISO 9001.

Nella scelta del corso, è importante considerare non solo il numero di CFP riconosciuti, ma anche la modalità di erogazione più adatta alle proprie esigenze. Si può scegliere tra corsi in presenza, online in diretta o registrati. 

Oltre alle formalità si può cogliere in questi corsi l’opportunità di migliorare il proprio lavoro e le proprie conoscenze scegliendo corsi con docenti esperti e competenti. 

2PS Formazione Tecnica, è un ente Provider Autorizzato dal 

Consiglio Nazionale degli Ingegneri

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Dove controllare e monitorare i crediti

Il monitoraggio dei CFP avviene attraverso la piattaforma www.mying.it, che rappresenta il punto di riferimento di ciascun iscritto all’ordine. Attraverso questo portale, accessibile con credenziali personali, è possibile visualizzare il proprio saldo CFP, consultare lo storico delle attività formative e scaricare attestati e certificazioni.

Come si fa l’autocertificazione dei crediti formativi

L’autodichiarazione dei crediti formativi è uno strumento che consente ai professionisti di attestare in modo autonomo la partecipazione a corsi o altre attività di formazione, senza fornire un certificato emesso da un ente esterno. La presentazione dell’autocertificazione avviene sul portale www.mying.it ed è soggetta al pagamento del diritto di segreteria.

 

Esenzioni e casi particolari

In alcuni casi particolari il professionista iscritto all’albo ha diritto di chiedere l’esenzione temporanea dall’obbligo formativo:

  • maternità o paternità
  • malattia o infortunio
  • abitare in zone colpite da catastrofi naturali
  • lavoro all’estero
  • servizio militare volontario o servizio civile
  • malattie invalidanti
  • assistenza a persone con grave malattia cronica

Per ottenere l’esenzione è necessario presentare una domanda documentata al proprio Ordine territoriale. La Commissione competente valuterà la richiesta e, in caso di approvazione, riporterà l’esenzione nel fascicolo personale del professionista. 

Quale legge obbliga a fare formazione professionale 

Il sistema dei Crediti Formativi Professionali (CFP) per gli ingegneri in Italia si basa sul quadro normativo definito dal Regolamento per l’Aggiornamento della Competenza Professionale adottato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), introdotto ai sensi del D.P.R. n. 137/2012, che disciplina la formazione continua per i professionisti iscritti ad albi.

  • D.P.R. n. 137/2012:
    • Obbliga tutti i professionisti iscritti ad albi o collegi a mantenere e aggiornare costantemente le proprie competenze attraverso percorsi di formazione continua.
    • Stabilisce che gli ordini professionali adottino regolamenti per la gestione del sistema di formazione continua.
  • Regolamento per l’Aggiornamento della Competenza Professionale del CNI:
    • Definisce le modalità di acquisizione, valutazione e gestione dei CFP.
    • Specifica il numero minimo di crediti da accumulare (30 all’anno, con eventuali variazioni per i nuovi iscritti o esoneri temporanei).
    • Regola l’accreditamento degli enti formatori e il riconoscimento delle attività formative.
  • Linee guida per l’aggiornamento della competenza professionale:
    • Dettagliano le tipologie di attività formative che possono generare crediti (corsi, seminari, convegni, pubblicazioni, docenze).
    • Forniscono criteri per il calcolo dei crediti in base alla durata e alla natura delle attività.
  • Altri riferimenti:
    • Circolari periodiche del CNI che aggiornano i professionisti su eventuali modifiche o chiarimenti normativi.
    • Regolamenti specifici degli ordini territoriali che possono introdurre ulteriori dettagli operativi.
 
 

Consigli pratici per essere in regola con i CFP

Una gestione efficace della propria crescita professionale richiede una pianificazione attenta e sistematica. È una buona idea iniziare ogni anno con un’analisi dei propri bisogni formativi, valutando sia la quantità di crediti necessari che i temi utili e importanti per restare al passo nel proprio settore. 

In questo modo si potrà:

  • stabilire un budget sfruttando sia le opportunità di formazione tradizionale sia quelle innovative
  • programmare la formazione in funzione delle proprie scadenze lavorative.

I Crediti Formativi Professionali rappresentano molto più di un semplice obbligo normativo: sono uno strumento strategico per lo sviluppo professionale e il mantenimento di elevati standard qualitativi nella professione dell’ingegnere. Una gestione consapevole e pianificata del proprio percorso formativo non solo assicura il rispetto degli obblighi di legge, ma contribuisce in modo significativo alla crescita e alla competitività sul mercato.

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